Statuto - Siematologia

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Statuto

ASSOCIAZIONE
Statuto - Società Italiana di Ematologia

Statuto

La Società Italiana di Ematologia fu fondata da Adolfo Ferrata, con Giovanni Di Guglielmo e Paolo Introzzi e con il loro più stretti collaboratori nel 1934 e ufficializzata in Pavia il 23 giugno 1935. Si tratta quindi di una delle prime Società di Ematologia in Europa e nel mondo.
E' sempre stata attivissima e in continua espansione; la sua storia, in pratica, è la storia dei numerosi e sostanziali contributi italiani allo sviluppo della moderna ematologia.
Le norme di Statuto e di regolamento della SIE sono state via via aggiornate e modificate nel tempo.
Nel testo che segue sono state introdotte le ultime modifiche, regolarmente approvate dai soci mediante referendum nell'aprile 2005 e con conseguente redazione per atto pubblico in data 3 luglio 2005.

STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE "SOCIETÀ ITALIANA DI EMATOLOGIA"

PARTE PRIMA - GENERALITÀ
ARTICOLO 1 - Denominazione, sede e durata

1.1 L’Associazione ha la denominazione “SOCIETA’ ITALIANA DI EMATOLOGIA”. L’Associazione potrà utilizzare la formula abbreviata “SIE” nelle manifestazioni esteriori.
1.2 L’Associazione ha sede in Bologna, via Marconi 36.
1.3 L’Associazione ha durata illimitata nel tempo; può essere sciolta in qualunque momento dall’Assemblea dei soci con la presenza ed il voto di almeno 3.4 del numero dei soci stessi ed in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 22.

ARTICOLO 2 - Scopo

2.1 L’Associazione non ha fini né di lucro né sindacali ed è apolitica.
2.2 L’Associazione ha lo scopo di provvedere al progresso e allo sviluppo dell’ematologia, collaborando e curando il coordinamento con le autorità sanitarie europee, nazionali, regionali e locali, con gli istituti di ricerca, con le Università, con gli Ordini professionali, con le altre Società Scientifiche e con le associazioni di volontariato nei seguenti campi:
a) nel campo igienico-sanitario con particolare riguardo per la prevenzione delle malattie del sangue;
b) nel campo dell’assistenza ai malati di sangue, con particolare riguardo per le funzioni del personale e per le caratteristiche e la qualità delle strutture pubbliche convenzionate e private;
c) nel campo della formazione degli studenti e degli specializzandi, in collaborazione con le Università;
d) nel campo dell’aggiornamento, promuovendo e gestendo attività di aggiornamento professionale e di formazione permanente nei confronti degli associati con programmi annuali di attività formativa ECM;
e) nel campo della ricerca, clinica, applicata e di base, agevolando, mediante pubblicazioni, la diffusione delle ricerche;
f) nel campo della diffusione della cultura ematologica sia a livello scientifico che a livello professionale, organizzando direttamente e favorendo congressi e riunioni anche interdisciplinari ed elaborando e aggiornando linee-guida per la diagnosi e la terapia delle malattie del sangue in collaborazione con l’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (A.S.S.R.) e la F.I.S.M promuovendo studi e ricerche scientifiche finalizzati e rapporti di collaborazione con altre società ed organismi scientifici.
2.3 L’Associazione non può svolgere attività imprenditoriali né partecipare ad esse, ad eccezione di quelle necessarie per l’organizzazione e lo svolgimento delle attività di formazione continua, e quelle necessarie per la promozione culturale.
2.4 L’Associazione non può svolgere attività diverse da quelle indicate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura a quelle statutarie in quanto integrative delle stesse.

ARTICOLO 3 - Soci

3.1 L'Associazione si compone di soci effettivi ordinari.
3.2 Possono essere soci effettivi ordinari i medici specialisti o specializzandi in ematologia o cultori della materia, iscritti all’albo dei Medici Chirurghi in attività presso qualsiasi struttura sia pubblica che privata o in regime libero professionale ed i laureati in discipline attinenti l’ematologia o che svolgano la loro attività nel settore ematologico.
3.3 L'adesione all'Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
3.4 L'adesione all'Associazione comporta per l'associato il diritto di voto nell'Assemblea per l'approvazione e le modificazioni dello statuto, per la nomina degli organi direttivi dell'Associazione, per l’approvazione del bilancio e la determinazione della quota associativa.
3.5 Il socio ordinario è ammesso, su propria domanda scritta nella quale autocertifica il possesso dei requisiti di cui al comma 3.2 ed alla quale allega il proprio curriculum vitae; la domanda deve essere presentata al Consiglio Direttivo.
3.6 L’ammissione dei soci è subordinata unicamente al possesso dei requisiti previsti dall’art. 3.2 ed al pagamento della quota associativa.
3.7 Il socio può recedere o essere escluso a norma dell’articolo 24 del Codice Civile; viene considerato recedente se, trascorso almeno l'anno solare successivo a quello per cui era in regola, non ha versato la quota associativa, cui è comunque tenuto, entro un mese dal secondo invito scritto rivoltogli; non può chiedere la restituzione, anche quando abbia cessato di appartenere alla Associazione, delle quote associative e degli eventuali contributi versati, né ha alcun diritto sul patrimonio dell'Associazione; la qualità di socio non è trasmissibile e la quota non rivalutabile; la perdita dei requisiti per essere soci determina l’immediata ed automatica esclusione del socio.
3.8 Il domicilio dei soci, per tutti i rapporti con l’Associazione è quello risultante dal libro dei soci; è onere dei soci comunicare alla società, ai fini della trascrizione nel libro dei soci, anche il numero di telefax e l'indirizzo e-mail. In mancanza non sarà possibile l'utilizzazione nei confronti del socio di tali forme di comunicazione.
3.9 Il Consiglio Direttivo, a sua discrezione, può nominare benemeriti o soci onorari coloro che, a suo giudizio, hanno acquisito particolari meriti nel perseguire lo scopo associativo e/o che danno lustro all'Associazione

ARTICOLO 4 - Patrimonio e bilanci

4.1 Il patrimonio dell'Associazione è costituito:
a) dalle quote associative versate dai soci;
b) da contributi, oblazioni, liberalità fatte da persone fisiche e/o giuridiche sia pubbliche che private devolute per il perseguimento degli scopi istituzionali dell'Associazione, con esplicita esclusione di quelli che configurino conflitto d’interesse con il S.S.N. anche se forniti attraverso soggetti collegati.
4.2 E’ tassativamente previsto che le risorse necessarie per svolgere l’attività ECM possano pervenire esclusivamente attraverso l’autofinanziamento e i contributi degli associati e/o degli enti pubblici e/o privati, ivi compresi contributi delle industrie che producono farmaci o dispositivi medici, nel rispetto dei criteri e dei limiti stabiliti dalla Commissione nazionale per la formazione continua.
4.3 L’esercizio sociale inizia il primo gennaio e termina il trentuno dicembre di ogni anno.
4.4 Il bilancio d’esercizio viene predisposto dal Consiglio Direttivo ed è composto dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa.
4.5 Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto
la situazione patrimoniale e finanziaria dell’Associazione ed il risultato economico dell’esercizio.
4.6 Il Bilancio deve essere redatto secondo le disposizioni degli articoli 2423 e seguenti del codice civile, ove applicabili, tenendo conto delle peculiarità dell’Associazione.
4.7 Entro fine aprile è convocata l’Assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio.
4.8 Entro fine dicembre è convocata l’Assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio
preventivo.
4.9 Il bilancio preventivo è costituito da un conto economico nel quale sono indicati i costi ed i ricavi che si prevede di conseguire nell’esercizio successivo, con allegata una relazione illustrativa.

PARTE SECONDA - ORDINAMENTO
ARTICOLO 5 - Organi

5.1 Gli Organi dell’Associazione sono:
1. l’Assemblea dei Soci;
2. il Consiglio Direttivo;
3. il Presidente ed i Vicepresidenti;
4. le Commissioni Consultive;
5. il Collegio dei Revisori;
6. il Collegio dei Probiviri;
7. le Delegazioni Regionali.
5.2 E’ esclusa qualsiasi forma di retribuzione (in denaro o natura) ai componenti degli organi sociali.
5.3 I componenti degli organi dell’Associazione non possono prendere parte alle deliberazioni nelle quali abbiano interessi in conflitto con quelli dell’Associazione stessa; essi si considerano comunque presenti ai fini della validità della costituzione dell’organo.

Capo I Assemblea dei Soci
ARTICOLO 6 - Competenza dell’Assemblea

6.1 Sono di competenza dell’Assemblea dei soci in sede ordinaria:
a) l’approvazione del bilancio preventivo e consuntivo;
b) la determinazione della quota associativa per i soci effettivi ordinari;
c) gli argomenti sottoposti alla sua approvazione.

6.2 Sono di competenza dell’Assemblea in sede straordinaria:
a) le modificazioni dello statuto;
b) lo scioglimento e l’estinzione dell’Associazione.

6.3 Sono di competenza dell’Assemblea elettorale:
a) la nomina, a scrutinio segreto, dei componenti del Consiglio Direttivo;
b) la nomina, a scrutinio segreto, del Collegio dei Revisori;
c) l’eventuale nomina, a scrutinio segreto, del Collegio dei Probiviri;

ARTICOLO 7 - Convocazione dell’Assemblea

7.1 l’Assemblea dei Soci in sede ordinaria o straordinaria viene convocata dal Presidente o da chi ne fa le veci ogniqualvolta lo deliberi il Consiglio Direttivo, o ne faccia richiesta scritta motivata il Collegio dei Revisori, il Collegio dei Probiviri, o almeno un terzo dei soci effettivi ordinari; con avviso contenente l'Ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo che può essere anche diverso da quello della sede dell’Associazione, da comunicare ai soci effettivi ordinari per posta ordinaria almeno dieci giorni prima della data stabilita per l'Assemblea stessa o in qualunque altro modo idoneo ad assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare (fax, e-mail).
7.2 L’avviso può contenere anche la data per la seconda convocazione che non può aver luogo nello stesso giorno stabilito per la prima convocazione.
7.3 Quando vi siano modificazioni dello statuto all’Ordine del giorno dell’Assemblea, l’avviso deve contenere anche il nuovo testo proposto ed essere comunicato almeno venti giorni prima della data stabilita per l’Assemblea in prima convocazione o reso disponibile sul sito internet dell’Associazione.
7.4 L’Assemblea elettorale viene convocata dal Presidente o da chi ne fa le veci con l’avviso di convocazione che deve indicare il luogo, il giorno od i giorni, l'ora e lo scopo dell'adunanza, nonché il numero dei candidati da eleggere : l’avviso è trasmesso a tutti i soci effettivi ordinari in qualunque modo idoneo ad assicurare la tempestiva informazione (posta ordinaria, fax, e-mail ecc.) almeno trenta giorni prima della data stabilita per l’Assemblea elettorale

ARTICOLO 8 - Costituzione dell’Assemblea

8.1 L’Assemblea dei soci è validamente costituita:
a) per le deliberazioni, di cui alle lettere a), b), c) dell’articolo 6: in prima convocazione, quando siano presenti almeno la metà dei soci effettivi ordinari, ed in seconda convocazione, qualunque sia il numero di soci effettivi ordinari presenti;
b) per le modificazioni statutarie: in prima convocazione, quando siano presenti almeno due terzi dei soci effettivi ordinari, ed in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei soci effettivi ordinari presenti;
c) per lo scioglimento e l’estinzione dell’Associazione: sia in prima che in seconda convocazione, quando siano presenti almeno tre quarti dei soci effettivi ordinari;
d) per l’Assemblea elettorale se interviene almeno un decimo degli aventi diritto. 8.2 Il socio, che è nell’impossibilità di partecipare all’Assemblea, può delegare per iscritto a rappresentarlo, partecipando e votando, un altro socio, che non sia componente del Consig1io Direttivo nei casi previsti dal successivo articolo 10/2.
8.3 In ogni caso, il socio effettivo ordinario per partecipare all’Assemblea, personalmente o per delega, deve avere versato la quota associativa per l’anno in corso.
8.4 Il socio delegato deve consegnare alla presidenza, prima dell’inizio dell’Assemblea, le deleghe in suo possesso: nell’Assemblea elettorale il voto per delega è ammesso con il limite di venti deleghe.

ARTICOLO 9 - Presidenza dell’Assemblea

9.1 Assume la presidenza dell’Assemblea dei soci il Presidente dell’Associazione o chi ne fa le veci; in mancanza, chi viene designato dalla maggioranza dei soci effettivi ordinari presenti.
9.2 Il Presidente dell’Assemblea nomina il Segretario, di regola nella persona del Segretario di cui all’articolo 15, lettera c) seguente; in mancanza, nella persona di un socio presente.
9.3 Il Presidente dell’Assemblea nomina pure due scrutatori che lo assistono nello spoglio delle schede, quando sia previsto un voto segreto.

ARTICOLO 10 - Deliberazioni dell’Assemblea

10.1 Ogni socio effettivo ordinario presente personalmente o per delega ha diritto ad un voto nelle deliberazioni assembleari.
10.2 Nelle deliberazioni che riguardano la loro responsabilità, i componenti del Consiglio Direttivo non hanno voto, né possono rappresentare altri soci.
10.3 Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti, anche quando per qualsiasi motivo alcuni degli intervenuti si allontanino o si astengano dal voto.
10.4 La nomina del Consiglio Direttivo, del Collegio dei Revisori ed eventualmente del Collegio dei Probiviri, è effettuata a scrutinio segreto; in caso di parità di voti, si considera eletto:
a. Consigliere, chi sia socio da maggior tempo;
b. Revisore o Probiviro, il socio con precedenza sul non socio, e tra i soci quello che lo sia da maggior tempo;
c. in caso di ulteriore parità, il più anziano di età.
10.5 Per lo scioglimento e l’estinzione della Associazione, occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci effettivi, ai sensi dell’articolo 21, 3 comma, del Codice Civile.
10.6 Le deliberazioni devono constare dal verbale trascritto nell’apposito Libro delle Assemblee; verbale sottoscritto, di regola, dal Presidente e dal Segretario dell’Assemblea o, quando sia redatto da un Notaio, dal Presidente dell’Associazione e dal Segretario “per conformità”.
10.7 Le deliberazioni assembleari possono essere annullate o sospese soltanto a norma dell’articolo 23 del Codice Civile.

ARTICOLO 10 bis - Assemblea Elettorale

10b.1 L’assemblea elettorale si apre con la costituzione del seggio elettorale formato dal Presidente e dal Segretario, che possono anche non essere soci, nell’ora, giorno e luogo indicati nell’avviso di convocazione.
10b.2 Il Presidente nell’ora indicata nell’avviso di convocazione:
a) verifica la regolare costituzione del seggio elettorale, dandone atto nel verbale delle operazioni elettorali, predispone l’urna debitamente sigillata per l’elezione;
b) dichiara pubblicamente aperta l’assemblea elettorale;
c) verifica e decide in merito ad eventuali eccezioni;
d) sceglie due scrutatori fra gli elettori presenti che non siano candidati;
e) dà inizio alle operazioni elettorali;
10b.3 Qualora l’elezione si protragga per più giorni, al termine della giornata elettorale, il segretario provvede alla chiusura delle urne e alla conservazione delle schede non votate. Le urne devono essere sigillate e sul sigillo devono essere apposte le firme del Presidente e del Segretario.
10b.4 Il Segretario dell’assemblea redige, sotto la direzione del Presidente, il verbale dell’Assemblea elettorale, annotandovi tutte le operazioni di apertura dell’assemblea, di votazione, di chiusura delle operazioni di voto, di scrutinio e di proclamazione degli eletti.
10b.5 Nel verbale devono essere individuati ed elencati, anche tramite specifici allegati, tutti i votanti, con distinzione di quelli che hanno votato personalmente e di quelli che sono ricorsi al voto per delega.
10b.6. Scaduto l’orario dell’ultima giornata elettorale, il Presidente del seggio, dichiara chiusa la votazione, e accertata la validità dell’assemblea, procede, assistito dai due scrutatori, alle operazioni di scrutinio delle schede.
10b.7 In caso di parità di voti, si considera eletto:
a. Consigliere o Revisore, chi sia socio da maggior tempo;
b. Probiviro, il socio con precedenza sul non socio, e tra i soci quello che lo sia da maggior tempo;
c. in caso di ulteriore parità, il più anziano di età.

Capo II Consiglio Direttivo
ARTICOLO 11 - Composizione del Consiglio

11.1 Il Consiglio Direttivo è composto da 11 membri, soci, in regola con il pagamento della quota associativa.
11.2 Il Consiglio Direttivo si insedia nella carica dalla data del 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui è stato eletto; il Consiglio Direttivo uscente resta in carica fino al 31 dicembre dell’anno in cui è eletto il nuovo Consiglio. Alle adunanze del Consiglio Direttivo comprese tra la data di elezione del nuovo Consiglio ed il 31 dicembre possono partecipare i neo eletti consiglieri, senza diritto di voto.
11.3 Possono essere invitate a partecipare alle sedute del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto, anche persone estranee all’Associazione.
11.4 I Consiglieri durano in carica un quadriennio, prestano la loro attività gratuitamente e sono rieleggibili, unicamente per un secondo mandato consecutivo.
11.5 Qualora, nel corso del mandato, si rendano vacanti posti di Consiglieri eletti, verranno chiamati coloro che, nella precedente elezione hanno riportato il maggior numero di voti dopo l’ultimo eletto; quelli così nominati restano in carica fino alla scadenza naturale del Consiglio.
11.6 L’intero Consiglio Direttivo cessa dall’ufficio quando viene meno, per dimissioni o per altra causa, la maggioranza dei suoi membri; gli altri suoi componenti rimangono in carica per la sola gestione ordinaria, finché l’Assemblea dei soci convocata d’urgenza dai Consiglieri restanti o, in mancanza, dal Collegio dei Revisori abbia ricostituito il Consiglio stesso.

ARTICOLO 12 - Convocazione del Consiglio

12.1 Il Consiglio Direttivo viene convocato dal Presidente, ed in caso di sua assenza od impedimento da uno dei Vicepresidenti o, per mandato di uno di loro, dal Segretario mediante avviso contenente l’Ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo, che può anche essere diverso da quello della sede dell’Associazione, da comunicarsi nei modi stabiliti dal Consiglio stesso a ciascun componente del Consiglio Direttivo ed al Collegio dei Revisori almeno dieci giorni prima dell'adunanza o, nel caso che il convocante ritenga urgente, mediante fax, e-mail, telegramma o fonogramma, almeno quarantotto ore prima dell’adunanza; tali termini possono venire abbreviati previo accordo di tutti i componenti del Consiglio e del Collegio dei Revisori in carica.
12.2 Il Consiglio Direttivo deve essere convocato quando ne facciano richiesta scritta, indicandone l’ordine del giorno, almeno tre suoi componenti o il Collegio dei Revisori; decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, il Consiglio viene convocato dal Collegio dei Revisori.

ARTICOLO 13 - Adunanze e deliberazioni del Consiglio

13.1 Le adunanze del Consiglio Direttivo sono validamente costituite con la presenza della maggioranza dei suoi componenti in carica; questi non possono farsi rappresentare.
13.2 Il Consiglio delibera, con votazione palese, a maggioranza di voti dei suoi componenti presenti anche quando per qualsiasi motivo alcuni di questi si allontanino o si astengano dal voto.
13.3 Alle adunanze consiliari assistono di diritto i Revisori ed il Segretario che, di regola, ne redige il verbale.
13.4 Le deliberazioni devono constare da verbale trascritto nell’apposito Libro del Consiglio Direttivo e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario dell’adunanza.
13.5 Le decisioni del Consiglio Direttivo possono essere adottate anche mediante consultazione scritta ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto. La procedura di consultazione scritta o di acquisizione del consenso espresso per iscritto non è soggetta a particolari vincoli, purché sia assicurato a ciascun componente del Consiglio Direttivo il diritto di partecipare alla decisione e sia assicurata a tutti gli aventi diritto adeguata informazione. La decisione è adottata mediante approvazione per iscritto di un unico documento, ovvero di più documenti che contengano il medesimo testo di decisione, da parte della maggioranza dei componenti il Consiglio Direttivo.
Il procedimento deve concludersi entro 10 giorni dal suo inizio o nel diverso termine indicato nel testo della decisione.

ARTICOLO 14 - Rappresentanza e poteri del Consiglio

14.1 La rappresentanza legale dell’Associazione, di fronte ai terzi ed in giudizio, spetta alPresidente, ed in caso di suo impedimento al o ai Vicepresidenti, disgiuntamente tra loro; il Presidente ha facoltà: di proporre azioni e domande e di resistervi, in qualunque sede e grado, in arbitrati ed innanzi a giurisdizioni ed organi amministrativi; di nominare avvocati, procuratori, consulenti tecnici e periti e di stipulare transazioni e compromessi.
14.2 Il Consiglio Direttivo ha tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, eccettuati soltanto quelli che la legge o lo statuto riservano inderogabilmente all’Assemblea dei soci.
14.3 Il Consiglio Direttivo può delegare poteri al Presidente, al o ai Vicepresidenti ed agli altri suoi componenti, individualmente, disgiuntamente, congiuntamente o costituendo una Giunta Esecutiva o un Comitato di Presidenza di cui determina le norme di funzionamento.
14.4 Il Consiglio Direttivo può altresì deliberare di conferire procure, per singoli atti e contratti o per categorie di atti e contratti, anche a persone non facenti parte del Consiglio stesso.
14.5 Il Consiglio Direttivo delibera il conferimento di procure ai rappresentanti delle Delegazioni Regionali.
14.6 Il Consiglio Direttivo istituisce le Commissioni Consultive, stabilendone le finalità e le modalità di funzionamento e ne nomina i membri.

ARTICOLO 15 - Attribuzioni del Consiglio

15.1 Al Consiglio Direttivo, oltre ai poteri con facoltà di delegare e di conferire procure di cui all’articolo 14 precedente, competono, in particolare, le seguenti attribuzioni:
a) nominare nel proprio seno il Presidente, al quale spetta: rappresentare l’Associazione, convocare e presiedere le Assemblee dei soci e le adunanze consiliari, sovrintendere alla verbalizzazione ed all’esecuzione delle deliberazioni assembleari e consiliari, compiere quant’altro previsto dalla legge o dallo statuto;
b) nominare nel proprio seno due Vicepresidenti i quali coadiuvano il Presidente e, nell’ordine predeterminato o, in difetto, di anzianità di carica o, occorrendo, di età, ne fanno le veci in caso di suo impedimento, assenza o mancanza, con i poteri di rappresentanza e quelli delegati per l’esercizio delle funzioni attribuite dal Consiglio a ciascuno di essi;
c) nominare, anche al di fuori dei suoi componenti, il Segretario dell’Associazione determinandone i poteri, l’eventuale compenso nell’ipotesi che tale ruolo sia svolto da un non socio, e la durata che non può superare quella del Consiglio stesso, al fine di coadiuvare la Presidenza nelle operazioni di preparazione, convocazione, costituzione, svolgimento e verbalizzazione delle Assemblee dei soci e delle adunanze consiliari, curare la tenuta del Libro delle Assemblee, del Libro del Consiglio, dello schedario dei soci, del protocollo della corrispondenza, degli atti dell'Associazione;
d) nominare, anche al di fuori dei suoi componenti, il Tesoriere dell'Associazione determinandone i poteri, l’eventuale compenso nell’ipotesi che tale ruolo sia svolto da un non socio, e la durata che non può superare quella del Consiglio stesso, al fine di coadiuvare la Presidenza nelle operazioni di accertamento e riscossione delle entrate, di acquisto dei beni, opere, merci e servizi, di impiego e liquidazione dei pagamenti, di anticipazione e rimborso dei fondi spese, di formazione dei dei bilanci; curare la tenuta degli inventari, del libro giornale, delle note, fatture e degli altri documenti contabili, inerenti alle operazioni anzidette ed alle altre relative ai movimenti finanziari, economici e patrimoniali;
e) organizzare l’Associazione territorialmente attraverso l’istituzione di Delegazioni Regionali con il compito di rendere presente l’Associazione sul territorio e mantenere pertanto un rapporto più diretto ed immediato tra gli associati e l’Associazione;
f) stipulare, eseguire, modificare e risolvere contratti e convenzioni, anche di carattere economico-finanziario, per l’esercizio di attività e l’attuazione di iniziative nell’ambito degli indirizzi programmatici, e compiere ogni altro atto ed operazione finanziaria, mobiliare, immobiliare che a giudizio del Consiglio sia necessaria ed utile per il perseguimento dello scopo dell'Associazione, con facoltà di delegarne in tutto od in parte l'esecuzione;
g) presentare all'Assemblea dei soci il bilancio preventivo e quello consuntivo ciascuno corredato da una relazione che illustri il contenuto del bilancio stesso, l'andamento ed i fatti di rilievo della gestione;
h) decidere il luogo, i giorni e gli orari di svolgimento dell’Assemblea elettorale stabilendone le modalità di svolgimento e l’eventuale elezione del Collegio dei Probiviri;
i) assumere e dimettere dipendenti, fissandone e modificandone il trattamento normativo ed economico; nominare e revocare consulenti, concordandone i compensi;
l) predisporre i sistemi di verifica del tipo e della qualità delle attività svolte anche secondo i processi previsti dalla norme di certificazione nazionali ed internazionali;
m) predisporre ed adottare uno o più regolamenti per disciplinare l’organizzazione, definire le strutture operative e dotarsi di tutte le disposizioni necessarie all’esecuzione del presente statuto.

Capo III Il Presidente dell'Associazione
ARTICOLO 16 - Il Presidente, i Vicepresidenti

16.1 Il Presidente del Consiglio Direttivo è il Presidente dell’Associazione, la rappresenta a tutti gli effetti anche in giudizio. A tale riguardo, avrà il potere di proporre azioni e domande e di resistervi, di nominare avvocati, procuratori, consulenti tecnici e periti, di stipulare transazioni e convenzioni e qualunque altro atto connesso e consequenziale.
16.2 Il Presidente ha il compito, con l’ausilio del Segretario, di convocare e presiedere l’Assemblea dei soci e le riunioni del Consiglio Direttivo, e di sovrintendere in particolare alla verbalizzazione ed all’esecuzione delle deliberazioni stesse.
16.3 In caso di dimissioni o di impedimento le veci vengono assunte dal Vicepresidente più anziano o, in sua mancanza, dall’altro Vicepresidente.

Capo IV Commissione Consultive
ARTICOLO 17 - Commissioni Consultive

17.1 Il Consiglio Direttivo istituisce, se ed in quanto ne ravvisi la necessità, una o più Commissioni Consultive stabilendone le finalità e, con apposito regolamento, le modalità di funzionamento.
17.2 Ogni Commissione è composta da soci nominati dal Consiglio Direttivo il quale all’atto della nomina ne delibera anche il numero e individua il Presidente ed il Segretario della Commissione medesima.
17.3 Tutti i membri decadono alla scadenza naturale del Consiglio Direttivo che li ha nominati e sono rinominabili.
17.4 Le Commissione Consultive sono organi collegiali e tutte le loro riunioni devono risultare da verbale trascritto in apposto libro verbali.
17.5 I lavori delle Commissioni Consultive devono essere sottoposti al Consiglio Direttivo per l’approvazione.

Capo V Collegio dei Revisori
ARTICOLO 18 - Composizione Collegio dei Revisori

18.1 Il Collegio dei Revisori è composto da tre soci eletti dall’Assemblea elettorale, dei quali uno con funzioni di Presidente eletto dal Collegio stesso alla sua prima riunione, che non siano coniugi, parenti od affini entro il quarto grado dei componenti del Consiglio Direttivo.
18.2 I Revisori durano in carica un quadriennio salvo che la delibera di nomina determini un periodo più breve, prestano la loro attività gratuitamente e sono rieleggibili.

ARTICOLO 19 - Competenza Collegio dei Revisori

Al Collegio dei Revisori compete:
19.1 controllare la gestione economica, patrimoniale e finanziaria accertando il rispetto delle norme di Legge, dello statuto e dei regolamenti, l’ordinato andamento amministrativo, la regolare tenuta della contabilità e la rispondenza del bilancio alle risultanze contabili;
19.2 presentare all’Assemblea dei soci una propria relazione con gli eventuali rilievi sull’andamento amministrativo contabile ed economico finanziario;
19.3 provvedere, occorrendo, a richiedere la convocazione dell'Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo, ed a quant’altro previsto di competenza del Collegio dallo statuto.

Capo VI Collegio dei Probiviri
ARTICOLO 20 - Composizione e attribuzioni Collegio dei Probiviri

20.1 L’Assemblea elettorale elegge il Collegio dei Probiviri, composto da tre persone, anche non soci, dei quali uno con funzioni di Presidente eletto dal collegio stesso alla sua prima riunione.
20.2 I Probiviri durano in carica un quadriennio, salvo che la delibera di nomina determini un periodo più breve, prestano la loro attività gratuitamente e sono rieleggibili.
20.3 Compete al Collegio dei Probiviri giudicare secondo equità le controversie che sorgano tra i singoli soci e tra questi e gli Organi dell’Associazione, su richiesta scritta, motivata e tempestiva degli interessati, ed esperire ogni tentativo di amichevole composizione.

Capo VII Delegazioni Regionali
ARTICOLO 21 - Composizione e attribuzioni delle Delegazioni Regionali

21.1 L’Associazione è organizzata territorialmente con Delegazioni Regionali nella persona di un socio, anche membro del Consiglio Direttivo, eletto a scrutinio segreto nel corso di un’assemblea dei soci della Regione; l’assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo.
21.2 Il Delegato regionale dura in carica un quadriennio, presta l’attività gratuitamente, è rieleggibile e, in ogni caso, decade assieme al Consiglio Direttivo che gli ha conferito delega.
21.3 Il Consiglio Direttivo ove e quando lo ritenga opportuno delega alcune sue attribuzioni al Delegato regionale e con apposito regolamento stabilisce le modalità operative ed organizzative a cui le Delegazioni Regionali dovranno attenersi nello svolgere l’attività loro affidata.

PARTE TERZA - DISPOSIZIONI FINALI
ARTICOLO 22 - Scioglimento ed estinzione

22.1 L'Associazione può essere sciolta ed estinta dall’Assemblea dei soci, convocata e costituita a norma degli articoli 7 e 8/c.
22.2 L' Assemblea che delibera lo scioglimento dell’Associazione:
a) nomina uno o più liquidatori e determina le modalità di liquidazione del patrimonio ai sensi dell’art. 30 del Codice Civile e degli articoli 11 e seguenti delle disposizioni di attuazione del medesimo;
b) delibera sulla devoluzione del patrimonio ad altre organizzazioni con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all'articolo 3 comma 190 della Legge 23 dicembre 1996 n. 662 salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

ARTICOLO 23 - Avanzi di gestione

23.1 All’associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni che per legge, statuto o regolamento abbiano finalità analoghe o connesse a quelle dell’Associazione.
23.2 L’Associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

ARTICOLO 24 - Rinvio

24.1 Per quanto non contemplato e regolato dal presente statuto, si applicano le norme del Codice Civile e le altre disposizioni di Legge in materia di associazioni private non riconosciute e non aventi ad oggetto l'esercizio di attività commerciali né fini di lucro o speculativi.





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